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  • @mauroeffe

Beauty 8.0, post lockdown

Aggiornato il: giu 6



Addicted e non dall’inizio della fase 2 si chiedono come cambierà il settore beauty e benessere.

Ci sono paesi come il Brasile che detiene il primo posto al mondo come numeri di professionisti nel settore beauty.

Come saranno i beauty store in futuro?

Dietro ogni acquisto si nasconde un’emozione. Verranno utilizzate “telecamere intelligenti” in grado di percepire lo stato d’animo del cliente dall’espressione del viso, ma anche la qualità della pelle e dei capelli. Se il sistema riconoscerà, ad esempio, che un determinato numero di consumatori si sente stanco e assonnato, potrebbe spruzzare nell’aria una fragranza agrumata per energizzarli e migliorare il loro umore. Grazie a questi dettagli, i professionisti della bellezza saranno in grado di fornire consigli sempre più mirati.


Per quanto riguarda l'acquisto di prodotti beauty Si dovrà ricorrere a simulazioni virtuali di make up.

Le intelligenze artificiali e la realtà aumentata giocheranno un ruolo fondamentale nel continuare a fornire modalità di sperimentazione ai consumatori. Quella del microinfluencer, poi, diventerà una figura più importante, utile a descrivere ai potenziali clienti le loro le sensazioni tramite i canali social.

Le confezioni monodose, anche se controverse per motivi ecologici, torneranno a essere utilizzate dalle aziende cosmetiche per garantire la sicurezza ai propri clienti. La sfida sarà trovare delle alternative sostenibili: bustine biodegradabili o pillole cosmetiche da sciogliere con l’acqua in un cucchiaio per creare la giusta quantità di prodotto. Le creme in vasetto, le polveri compatte, gli stick, che costituiscono un terreno di coltura fertile per i microbi, lasceranno il posto a spray, formati airless e pompe dosatrici. Inoltre, gli imballaggi con superfici antibatteriche o antimicrobiche saranno sempre più utilizzate.

Le esperienze olfattive cambieranno in qualche modo grazie alla tecnologia?

L'esperienza in negozio legata ai profumi sarà meno colpita, tutti i profumi sono a base alcolica e quindi sicuri. Grazie ai nuovi strumenti in grado di capire le emozioni dei consumatori, il personale di vendita capirà quali fragranze consigliare basandosi sugli stati emotivi momentanei. Inoltre, diventerà comune creare una firma olfattiva per il proprio negozio, utile al miglioramento dell’umore del cliente, che lo assocerà l’emozione positiva al marchio o agli addetti alle vendite.

Continueremo a usare i tester nelle profumerie? Se sì, in quale formato?

Temo che i tester non saranno più strumenti di vendita percepiti come sicuri dai clienti, almeno fino a quando non esisterà un vaccino o un cura specifica per il Covid-19. Tuttavia, se i negozi metteranno accanto agli espositori dispenser disinfettanti, non esisterà un reale rischio nel provare i prodotti direttamente sulla pelle.

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© 2020 Mauro Fanfoni

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