Un maxi schermo per leggere l’antica Roma: alla fermata Colosseo della metro C i Fori si ricompongono
- @mauroeffe

- 32 minuti fa
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Alla fermata Colosseo della Metro C, il nuovo maxi schermo non è solo un elemento tecnologico o di arredo urbano: è, potenzialmente, uno strumento culturale di grande valore, capace di colmare una delle principali difficoltà che turisti e romani incontrano oggi nel visitare l’area archeologica più importante della città.
La complessità dei Fori Imperiali, stratificati, frammentati e spesso percepiti come una sequenza di rovine prive di gerarchia, rende difficile comprendere a colpo d’occhio la loro struttura originaria, il rapporto tra gli edifici e il loro reale utilizzo. Il maxi schermo, collocato in un punto di passaggio strategico e ad altissimo flusso, può trasformarsi in una vera e propria “porta di lettura” del sito: un’introduzione visiva che prepara lo sguardo prima ancora dell’esperienza dal vivo.
Attraverso ricostruzioni tridimensionali, animazioni e sovrapposizioni tra passato e presente, il pubblico può finalmente intuire la magnificenza originaria dei fori: piazze monumentali, basiliche, templi e spazi amministrativi concepiti non solo come scenografia del potere, ma come luoghi vivi, attraversati quotidianamente da cittadini, mercanti, magistrati e senatori. In questo senso, il maxi schermo diventa un dispositivo narrativo che restituisce funzione e senso agli spazi, andando oltre l’estetica della rovina.
La scelta della fermata Colosseo non è casuale. Qui si incrociano la Roma iconica del Colosseo, il sistema dei fori e la mobilità contemporanea. Inserire un supporto di interpretazione culturale in questo snodo significa intercettare un pubblico eterogeneo – turisti internazionali, studenti, pendolari – e offrire a tutti una chiave di lettura accessibile, immediata e inclusiva.
In una città spesso accusata di lasciare il proprio patrimonio “muto”, il maxi schermo della Metro C può rappresentare un cambio di paradigma: non una spettacolarizzazione fine a sé stessa, ma un uso intelligente della tecnologia per ricostruire memoria, orientare lo sguardo e restituire profondità storica. Un invito, per romani e visitatori, a guardare i fori non come un fondale immobile, ma come il cuore pulsante di una civiltà che ha ancora molto da raccontare.


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