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  • Immagine del redattore@mauroeffe

Roma: rinascono la Basilica Ulpia e il Colosso di Costantino (ricostruito) che veglia di nuovo sulla capitale

Aggiornamento: 16 feb


La capitale tenta la carta della ricostruzione per far comprendere la grandiosità del passato: si può essere favorevoli o contrari a queste ricostruzioni, personalmente sono favorevole perché spesso bisogna lavorare di grande fantasia per intendere la maestosità di tali bellezze architettoniche passate.



Rinasce, quindi, la Basilica Ulpia di Roma: al Foro di Traiano ricostruito il doppio colonnato di Apollodoro. Due anni di lavori e un milione e mezzo di euro hanno permesso la ricostruzione in “anastilosi” di una porzione suggestiva della Basilica Ulpia, la più grande dell’Antica Roma, progettata dal celebre architetto di Damasco per l’imperatore Traiano.



E il Colosso di Costantino, ricostruito, veglia di nuovo sulla città dall’alto del giardino di Villa Caffarelli, vicino ai Musei Capitolini del Campidoglio.

L’impressione, incrociando lo sguardo, nella differenza di scala impressionante tra il visitatore e la sorprendente mole di tredici metri, è quella di essere sopraffatti da un gigante: questa doveva essere la sensazione che i sudditi di Roma avvertivano al cospetto della statua originale dell’imperatore Costantino, uno degli esempi più significativi della scultura romana tardo-antica, risalente al IV secolo d.C. 

Il Colosso riscoperto nel XV secolo presso la Basilica di Massenzio e del quale rimangono oggi la testa, il braccio destro, il polso, la mano destra, il ginocchio, lo stinco, il piede destro e quello sinistro, frammenti in marmo conservati nel cortile di Palazzo dei Conservatori, al Campidoglio.

Questa straordinaria ricostruzione rimarrà nel giardino di Villa Caffarelli per tutto il 2025 per poi essere trasferita, con tutta probabilità, al Museo della Civiltà Romana che riaprirà i battenti. 

Il Colosso è il risultato del riadattamento di una statua più antica.

Secondo una recente ipotesi sarebbe stata la statua di culto di Giove Ottimo Massimo, collocata all’interno del tempio a lui dedicato sul Campidoglio, il più importante della romanità, preso come modello per la realizzazione del Colosso.

La scultura è un “acrolito”, con le parti nude realizzate in marmo, montate su una struttura portante rivestita da panneggi in bronzo dorato o in preziosi marmi colorati.

Il dio, seduto in trono, è avvolto in un mantello che lascia scoperti il torso, le braccia e il ginocchio. Dopo la vittoria su Massenzio nella battaglia di Ponte Milvio del 312 d.C., Costantino diventa il padrone assoluto della parte occidentale dell’impero e di Roma.

E la realizzazione del Colosso, una delle manifestazioni più impressionanti dell’arte costantiniana, risalirebbe proprio a questi anni iniziali del suo regno.

La celebrazione dell’imperatore avviene dunque attraverso il reimpiego di una statua colossale già esistente attraverso la quale l’imperatore stesso si mostra come comes (compagno) degli dèi, identificando come divina la natura stessa del suo potere.

Voi siete favorevoli o contrari a queste ricostruzioni?


 

 

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